Parliamo del mais marano

Sembrava ieri quando abbiamo deciso di seminare il mais marano. Si tratta della qualità di mais che i nostri nonni chiamavano "la quarantina" e da cui ricavavano il cibo della quotidianità: la polenta. Sì perchè il mais marano ha una storia di povertà e di sacrifici, di tempi di carestia e di difficoltà. La sua origine è veneta: Marano è un paese in provincia di Vicenza - da lì in nome del mais. Si coltiva con facilità anche nella pianura padana, adattandosi a terreni aridi e leggeri. La pianta ha un fusto di circa 160 cm e sviluppa poche pannocchie, due al massimo, piccole ma ricche di chicchi di colore rosso/arancio. Il chicco viene macinato a pietra e dà vita ad una farina integrale adatta per polente morbide e gustose. Ma non solo. Basta macinarlo un po' più fine per usarlo anche in altre preparazioni culinarie: biscotti, torte, grissini. Noi l'abbiamo impiegato anche per la nostra pasta, in abbinamento con la farina di riso. Gustosissima e senza glutine.